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che qualcuno ci dica cosa è accaduto domani...
CULTURA
22 gennaio 2012
Saggi marinai e naufraghi della terra ferma

Non mi piacciono i coccodrilli, quelle retrospettive post mortem su chi ci ha lasciato. Non mi piace la retorica, preferisco la poesia. Piango spesso quasi per necessità fisiologica due o tre volte al giorno ma preferisco alle lacrime di gran lungail sorriso, il sorriso dello sguardo prima che della bocca e Vincenzo Consolo aveva il sorriso dello sguardo, quel “sorriso dell’ignoto marinaio” siciliano in cui si era riconosciuto e di cui con compiaciuto narcisismo, come Antonello da Messina, si era innamorato. La scorsa primavera ho girato in lungo e in largo questo nostro stivaletto per raccogliere le dichiarazioni di testimonipiù o meno illustri per i 150 anni di Unità e ho avuto la fortuna di trascorrere un intero pomeriggio con Vincenzo Consolo e la sua amata consorte per registrare un’intervista che aveva faticato a concedere. Alla fine poi aveva ceduto come un padre con i figli che implorano e ci aveva aperto casa sua con la calda ospitalità delle nostre genti offrendoci acqua fresca e succo di limone in un’insolita afosa giornata milanese. Un siciliano arrivato a Milano ventenne, un auto-esiliato per amore della verità della letteratura e della sua stessa Sicilia la cui visione gli dava gioia infinita e strazio per il destino infame a cui la malavita l’aveva relegata.

Per prima cosa ci mostrò un disegno di Pasolini, lo scrittore emiliano l’aveva fatto su un foglietto a penna durante una premiazione e lui l’aveva gelosamente incorniciato per tenere vivala memoria dell’amico, la semplicità del ritratto quasi infantile di un uomo, l’attimo di sospensione del pensiero che segue la penna e non il discorso. Ci guardava con affetto e con sospetto: quella piccola troupe di Roma con il direttore dellafotografia che riparava la presa della luce fusa e che spostava i mobili per creare un set in quella sua casa luminosa piena di libri di stampe di disegni di arte, di amore insomma, ed io che guardavo tutto e tutto mi parlava perchè non un solo oggetto era privo di senso. Non lesinava le parole Consolo, parlammo della meraviglia dei paesaggi siciliani, della decadenza del nostro stato sociale, avrebbe accettato di parlare per giorni piuttosto che rilasciare dichiarazioni sull’Unità d’Italia: gli pesava, lo affaticava perché aveva l’età e la saggezza che impedisce di dire bugie anche sotto tortura. Era triste perquesto nostro Paese era seccato per la sorte infame che tutta la Nazione è costretta a soffrire, nonostante la ricchezza infinita della terra dello spirito e dell’ingegno che ci ritroviamo, a volte, come un’immeritata eredità. Ad un tratto seguendo il filo dei ricordi e delle suggestioni che forse i nostri movimenti e le nostre voci emozionate gli  davano disse “Qualche anno fa ricevetti una telefonata: era un giovane studente napoletano, mi disse “ Pronto professore sono venuto a Milano ma non sono riuscito ad incontrarla.. “ Eh che speravi - gli risposi- di incontrarmi per strada?” Qualche tempo dopo il ragazzo chiamò ancora e così lo invitai per conoscerlo. Si fermò  a lungo in casa nostra rimase settimane e cominciammo lunghe conversazioniquotidiane di letteratura, di storia e di politica. Come un nipote acquisito poi spesso tornava. Ora sono anni che non chiama più neanche per un saluto, me ne rammarico, quello studente napoletano era Roberto Saviano.”

Ci rimasi di stucco, come un affamato di fronte a un sacco pieno di viveri perché quella sua confidenza aveva la passione e la generosità del nonno che rimprovera il nipote affinché cresca e l’amarezza del maestro dimenticato dal discepolo che aveva amato senza invidia. Mi sembrò un onore che affidasse a noi questo pensiero e per giorni ho anche pensato di poter contattare Saviano e redarguirlo. Avrei voluto chiamarlo per dire “ E fagliela una telefonata a Consolo ogni tanto che ti costa?”. Ma forse il messaggio non era solo per Saviano ma per tutti noi. Vorrei aver chiesto all’operatore di mettere in registrazione dal primo all’ultimo minuto di quel pomeriggio, come vorrei mostrarvi il video della sua dichiarazione sull’Unità d’Italia, una meravigliosa lectio magistralis  ma purtroppo non ne detengo i diritti e non posso condividerla. Paradosso infinito della  nostra cultura. In questi giorni molti siciliani sono in rivolta, contro il caro prezzi contro la mala politica contro l’indifferenza che genera mostri e c’è confusione e dubbio sulla genuinità dei presidi e delle manifestazioni. Chissà cosa avrebbe detto Vincenzo Consolo dei forconi della rabbia e di questo rinnovato orgoglio? Ecco questo accade quando muore un intellettuale si perde per sempre il suo sguardo sul futuro, ci si ritrova la responsabilità delle proprie azioni del proprio giudizio sul presente e il peso  di un’eredità di cui vorremmo tutti essere più meritevoli. Arrivederci Professore, continui a guardare noi poveri naufraghi di questa terra ferma con quel sorriso saggio del marinaio siciliano.

Tatiana Simmi

Foto di Cecilia Capuana

POLITICA
30 aprile 2011
Sì Sì Sì Sì al Referendum del 12 e 13 giugno 2011


Questa volta non ci sono scuse per astenersi. 
Votare al Referendum e votare Sì il 12 e 13 giugno 2011 ci dà la possibilità di fermare lo scempio delle privatizzazioni dei Beni di prima necessità come l'Acqua, di fermare la reintroduzione del Nucleare un'energia pericolosa e costosissima, di dire basta alle forzature sulla Giustizia per parare i reati commessi dal Premier. Per questo votare e votare Sì è importantissimo, diffondi più che puoi questo messaggio e le informazioni sulla corretta modalità di voto. Più grande sarà la partecipazione alle votazioni più forte arriverà il Nostro dissenso sulle politiche sbagliate con cui ci stanno governando.




fotografia
23 aprile 2011
Uno sguardo creativo per vedere lontano.

Ci vuole uno sguardo creativo per vedere lontano!

Uno sguardo creativo che sia al tempo stesso critico e propositivo e che sia portatore di un messaggio in prima persona ma utile a tutti.

Così per il rilancio della società di comunicazione di cui sono socia fondatrice la KTSmultimedia abbiamo pensato di poter catturare il vostro sguardo e un vostro messaggio per provare a portarlo lontano.

"Dai uno sguardo alla nostra pagina ma che sia uno sguardo creativo!" 

 L'idea è quella di unire tutti gli sguardi passati sulla nostra pagina in un unico sguardo d'insieme sul mondo. 

Uno sguardo critico, come non esserlo di questi tempi, ma anche creativo propositivo. Uno sguardo curioso verso l'infinità di possibilità  che ci offre l'interazione con gli strumenti di comunicazione di massa, la Rete per prima.

L'insieme degli sguardi comporrà un social fotomosaico.
La modalità di partecipazione è semplice così come spieghiamo nell'evento della campagna:

1- Vai sulla nostra pagina e metti MI PIACE 

2- Carica la FOTO del TUO SGUARDO CREATIVO o TAGGA KTSmultimedia in una foto che hai già caricato.



Fatto!

La tua foto farà parte di una composizione che lancerà la prima campagna di comunizione cre-Attiva in collaborazione con Te!

Sguardi creativi di creativi.
Per la campagna "DAI UNO SGUARDO alla nostra pagina" abbiamo voluto scomodare testimonials d'eccellenza.
Maestri delle arti dei mestieri e delle scienze in cui la creatività è materia prima. 
Sottili, dirompenti, raffinati, pop, viscerali, dissacranti, rivoluzionari, provocatori delle nostre fantasie dei nostri subconsci e delle nostre percezioni.


Per partecipare alla campagna però non serve essere Picasso basta dare uno sguardo...
www.facebook.com/KTSmultimedia

musica
20 dicembre 2010
Rabbia Rap e gangsta politica.
Italia Dicembre 2010 in Parlamento si vota la fiducia al Governo Berlusconi numero 4. Mentre giudichiamo avviliti la strategia politica da televendita facendo scommesse sullo scambio merci deputati - appalti - poltrone,  nelle strade infuria la protesta degli studenti. Volano i sanpietrini stoccano le manganellate sullle ossa e poi fuoco. Le sculture classiche emergono tra il fumo nero delle auto e delle camionette assaltate. Quale miglior ritratto di un Paese decadente e di un sistema in stato terminale? La memoria va al G8 di Genova agli elicotteri stile Apocalipse Now al teatrino osceno di numeri accuse sospetti che seguono eventi di questo genere. Ma va ancora indietro a Valle Giulia nel '68 con le camionette della celere costrette ala carica dall'ostinazione dei manifestanti. 
Anche se c'è l'immagine di un giovane che si ribella al sistema in ogni epoca, oggi il Mondo è cambiato radicalmente e di conseguenza bisogna cambiare il modo di giudicarlo e osservarlo. 
Attraverso la città dal centro alla periferia sto andando a conoscere un rapper romano per una futura intervista in diretta dalle banlieu della capitale dove le contraddizioni gli eccessi e il disagio convivono con la speranza del cambiamento e con l'amarezza delle difficoltà e delle sconfitte.
Non c'è un Pasolini a fare da lente sulle contraddizioni del sistema sulla rabbia che come l'amore  attraversa tutte le classi e tutte le età, devo farmene una ragione devo trovare una diversa chiave di lettura.
Il movimento studentesco è cambiato è difficile distinguere tra studenti di destra e di sinistra e giudicare quale delle due culture sia trainante. Forse perchè la Cultura è debole mentre gli Status sono più forti e livellano a volte l'immagine sui contenuti. 


Il Rap da trent'anni ormai è la voce ufficiale della rabbia giovanile e commercialmente l'immagine di ribelle più vendibile. Arrivo all'appuntamento. Spaventa Pepy Rap, questo il nome del rapper leader del clan ODEI: una montagna di muscoli e tatuaggi, voce cavernosa e sguardo diretto " Scusa il ritardo ma Roma è bloccata dagli scontri" gli dico. E' cordiale Pepy anche se è un duro che al confronto l'americano 50Cent sembra ilTenerone.
 

Classe 1977 cresciuto ai bordi della metropoli è diventato campione di storie di strada ma oggi le sue esperienze le usa per parlare ai ragazzini e alle ragazzine quelli del quartiere che sognano un giorno di entrare nella crew. Si infiamma alla parola scontri e parte come un fiume in piena rappandomi il testo del brano in uscita "Attacco al potere" in effetti la colonna sonora perfetta di qusti giorni di guerriglia urbana. Si scaglia contro la mancanza di opportunità e contro il malcostume di chi ci governa. E lui i gangsta li conosce bene. Nei testi delle sue canzoni c'è il miglior repertorio della street reality, la periferia multietnica sovraffollata e inquieta, la borgata in cui le leggi da rispettare sono quelle dettate negli anni settanta dalle bande descritte in Romanzo Criminale. Solo la sua biografia potrebbe essere il marchio doc per un rapper. "Il Rap non ha posizioni in Parlamento, il Rap canta la rabbia, il disagio, il cambiamento" scrive Pepy in uno dei suoi brani e così il messaggio esce dalla frontiera della periferia e diventa messaggio politico. Mi mostra in  anteprima il video A mani nude altra traccia dall'album in uscita Sentimenti Negativi in cui Pepy canta con Ion Goodfellas figlio di immigrati che rappa in francese e litiga in romanaccio e Er Gitano altra montagna di muscoli e sodacaustica ed è prodotto da Quadraro Basement.  Così la banlieue romana parla ai clan, alle altre crew ma lancia anche una provocazione positiva trasversale. "Quello che conta non è essere uguali ma tutti uniti...non siamo più rivali" dice ancora Pepy  nella canzone. Lì dove le divisioni non fanno più comodo si aprono crepe per osservare più da vicino le necessità che ci accomunano e che ci danno la possibilità di trovare un linguaggio universale. Il tempo a mia disposizione è scaduto Pepy  accetta un'intervista più lunga per mercoledì. Molto politically scorrect. E mercoledì tornano in piazza gli studenti.




permalink | inviato da tatisimmi il 20/12/2010 alle 15:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
arte
24 marzo 2010
LUMEN arte urbana contemporanea
Lumen | Arte contemporanea in controluce

Evento espositivo dedicato all'arte urbana contemporanea in programma dal 15 al 30 maggio presso gli spazi del Complesso Monumentale di Santa Sofia a Salerno

Prime luci su Lumen

Mercoledì 3 marzo 2010 sono stati ufficializzati i nomi dei 40 artisti italiani selezionati per l'esposizione che caratterizzerà il nucleo centrale di “Lumen | Arte contemporanea in controluce”. I curatori della mostra: l'artista partenopeo Iabo, Augusto De Luca, meglio conosciuto come Graffiti Hunter e la giornalista d'arte nonché curatrice Mara De Falco, hanno selezionato i 40 nomi su di una rosa di circa cento candidati appartenenti alla scena street, urban e pop dell'arte contemporanea italiana. Lumen rispetto ad eventi espositivi analoghi svoltisi in passato, propone a tutti agli artisti coinvolti un preciso format creativo sul quale sviluppare le proprie opere. Tale format, di cui ancora non verranno svelate le caratteristiche “costringerà” gli artisti a rinunciare alle più canoniche tele, superfici murali, il legno o la carta.

Il progetto Lumen nasce circa un anno fa sulla scorta della perfomance/protesta “Madre Snaturata” sviluppatasi a sua volta in risposta all'esposizione Urban Superstar Show tenutasi presso il museo Madre di Napoli. Alcuni dei promotori di quell'”azione”, tra cui Iabo, Agusto De Luca, il collettivo Satoboy, supportati dal magazine online ziguline.it hanno deciso di dare seguito alla spinta creativa e propulsiva generatasi con Madre Snaturata dando vita al progetto denominato “Lumen | Arte Contemporanea in controluce”.

Fondamentale nella realizzazione di questo evento è stato il supporto finanziario giunto da un giovane e lungimirante imprenditore salernitano, Massimo Bisogno, che ha sposato fin dal primo momento l'idea propostagli dagli ideatori dell'evento, Satoboy Clt. e ziguline.it. A lui va la riconoscenza sia dei promotori che dell'intera comunità di artisti che potranno esibire il proprio lavoro anche in un territorio non facile come il sud Italia.

Il programma di Lumen è almeno nelle intenzioni dei suoi promotori molto ambizioso, dal momento in cui lo spazio espositivo si svilupperà su di una superficie di quasi 500mq ed accanto all'esposizione principale verranno affiancate una serie di installazioni collaterali inerenti il mondo dell'arte contemporanea e delle new media arts. A completare la rosa di eventi in programma sono previste una serie di performance artistiche e musicali live che verranno programmate lungo i tre week-end a cavallo tra il 15 ed il 30 maggio.

Per maggiori informazioni:

Sito ufficiale in fase di allestimento

Video promo:
www.vimeo.com/9852267

Articolo apparso su ziguline.it:
www.ziguline.com/2010/03/03/prime-luci-su-lumen/

Gruppo ufficiale su facebook:
www.facebook.com/group.php?gid=439420900440

Per informazioni:
info@ziguline.com
contatto@satoboy.it

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7 marzo 2010
AGONIA DEMOCRATICA.
Le elezioni politiche e amministrative dovrebbero essere un momento di dialogo di informazione e scambio tra Istituzioni e cittadini. Le campagne elettorali, i programmi dovrebbero essere equamente e imparzialmente trasmessi in tv e ogni candidato dovrebbe avere la sua piccola tribuna da cui esporre le proprie soluzioni.
Ma in Italia questo non è concesso.
Tutti i programmi d'informazione sono stati chiusi ad un mese dalle Elezioni Regionali una decisione senza precednti in Europa. Lo sgomento dei professionisti del settore e dei Partiti all'opposizione (ma anche di qualche esponente del partito di governo è profondo).

Gravi illeciti nella presentazione delle liste e dei simboli avevano escluso il partito di Governo dalla corsa elettorale e questa notte, a tradimento per la democrazia, il Decreto Salva Lista è stato approvato. 
Come è possibile questo in paese civile e libero?
Dal palchetto al Pantheon Emma Bonino chiama tutto il nostro pantheon laico e rivoluzionario i Lari della Repubblica da Gobetti e Salvemini i fratelli Rosselli, Benedetto Croce e Altiero Spinelli, Luigi Einaudi ed Ernesto Rossi, Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini per ricevere forza e per non dimenticare le loro profezie. Scalda la piazza gelata dal freddo improvviso e dagli attacchi alla legalità e all'indipendenza del Diritto dalle parti in causa.

La lettura del decreto sulla Gazzetta lascia di stucco per la palese strumentalità. «Non decide il governo chi corre, ma aiutiamo il Tar ad applicare la legge serenamente e in modo corretto» così commentando il testo breve del decreto che non sposta la data delle elezioni ma aggiorna i tribunali impegnati a decidere sui ricorsi degli esclusi dalla corsa alle Regionali sui dictat del Governo. 

Riassumo il decreto:

1)L´introduzione di carattere generale prevede che il diritto all´elettorato attivo e passivo è preminente rispetto alle formalità. 

2)Il secondo passaggio concede 24 ore di tempo, a partire dall´accettazione delle liste, per sanare le eventuali questioni di irregolarità formale. Perfetto per Formigoni: prevedono che la veridicità delle firme e la loro autenticazione non siano inficiate dalla presenza di problemi di forma, come la non leggibilità del timbro dell´autorità autenticante, o dei dati relativi alla sua qualifica o al luogo. 

3
) l´ultima parte rimette in ordine le cose per il Pdl laziale: 
prevede che i termini orari per la presentazione delle liste sono rispettati con «il comprovato ingresso nei locali del competente tribunale o Corte d´appello, entro l´orario previsto, dei delegati incaricati della presentazione delle liste». 
E se anche con l´orario di ingresso rispettato, per un motivo qualsiasi non fosse stata effettuata la consegna effettiva alla cancelleria di liste e documentazione (vedi Pdl romano) la situazione può essere sanata «entro 24 ore».

4)Una norma transitoria stabilisce che solo ed unicamente per quanto riguarda le elezioni regionali che si terranno in Lazio e Lombardia - il conto alla rovescia per le sanatorie non parte dal momento del deposito delle liste, ma da quello di attuazione del decreto. 

Sono mesi cupi per la Democrazia: il Governo ormai macchiato di ogni illecito barcolla invasato e bara tutte le regole per imporre la propria autorità. Il Regime è un mostro informe non è frutto di una parte o di un partito è frutto dell'arroganza del gusto per la prevaricazione e l'inganno. 
La legalità sta subendo un tracollo proprio dall'interno delle Istituzioni tutta la società civile è chiamata a trovare una soluzione.

Emma Bonino  oggi pomeriggio ha detto "Non si gioca con i bari" ma certo ha aggiunto poi che non si può rinunciare a lottare non possiamo lasciarli vincere anche se barano dobbiamo correre con entusiasmo e con maggiore spinta la nostra corsa. ORA perchè rimandare a domani non avrebbe senso.
SOCIETA'
10 gennaio 2010
LA VIOLENZA DELLE ISTITUZIONI
"Ogni volta che la vita di un cittadino* viene spezzata senza motivo da un altro cittadino*. Ogni volta che viene lacerato quel tessuto vitale che un altro uomo ha dolorosamente e faticosamente intrecciato, per se stesso e per i suoi figli. ogni volta che questo accade l'intera Nazione ne resta umiliata. 
Eppure sembriamo tollerare un livello crescente di violenza che ignora sia la nostra comune umanità che le nostre pretese di civiltà. 
Accettiamo tranquillamente reportage giornalistici di civili massacrati in terre lontane. Glorifichiamo le uccisioni sugli schermi dei cinema e della tv e lo chiamiamo "intrattenimento". TROPPO SPESSO GIUSTIFICHIAMO COLORO CHE VOGLIONO COSTRUIRE LA PROPRIA VITA SUI SOGNI INFRANTI DI ALTRI ESSERI UMANI.

C'è poi un altro tipo di violenza, più lenta ma altrettanto nefasta e devastante quanto un colpo di fucile o una bomba nella notte. 
E' LA VIOLENZA DELLE ISTITUZIONI, L'INDIFFERENZA, L'IMMOBILITA' E IL DEGRADO. Questa è la violenza che colpisce i poveri e avvelena le relazioni tra gli uomini perchè hanno un diverso colore della pelle.
E' LA LENTA DISTRUZIONE DI UN BAMBINO PER LA FAME E SCUOLE SENZA LIBRI E CASE SENZA IL RISCALDAMENTO D'INVERNO. Si toglie all'uomo la sua essenza nel negargli la possibilità di presentarsi come un padre e come un uomo in mezzo ad altri uomini.
E anche questo colpisce tutti noi. 

E quando insegni ad un uomo a odiare e a temere suo fratello, quando insegni che l'altro è inferiore a causa del suo colore o per quello in cui crede o per le sue idee politiche, quando insegni che quelli diversi da te minacciano la tua libertà il tuo lavoro la tua casa o la tua famiglia a llora impari anche ad affrontare gli altri non come concittadini ma come nemici. Impari ad essere accolto non con collaborazione ma con sopraffazione. 
Impari ad essere soggiogato e reso schiavo. 
Alla fine impariamo a guardare i nostri fratelli come estranei. Estranei con cui condividiamo la città ma non la comunità. Persone legate a noi dal luogo in cui vivono ma non da un intento comune.
Impariamo a condividere solo una paura comune un comune desiderio di allontarci l'uno dall'altro,UNA SPINTA COMUNE A RISPONDERE AL DISACCORDO CON LA VIOLENZA. 
DOBBIAMO RICONOSCERE LA VANITA' DELLE FALSE DISINZIONI LE FALSE DISTINZIONI FRA GLI UOMINI E DOBBIAMO TROVARE IL NOSTRO MODO DI CRESCERE NELLO SFORZO DI FAR CRESCERE TUTTI. 
Dobbiamo riconoscere di fronte a noi stessi che IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI NON PUO' ESSERE COSTRUITO SULLE DISGRAZIE DI QUALCUN ALTRO.
La nostra vita su questo Pianeta è troppo breve il lavoro da fare è troppo grande per permettere che questo sentimento si diffonda ancora in questo nostro Paese. 
Di certo non si può cancellare il problema con un programma nè con una legge. Potremmo però ricordarci almeno una volta CHE COLORO CHE VIVONO CON NOI SONO NOSTRI FRATELLI E CONDIVIDONO CON NOI LO STESSO BREVE ISTANTE DI VITA. CHE ESSI DESIDERANO COME NOI SOLO LA POSSIBILITà DI VIVERE LA PROPRIA VITA CON MOTIVAZIONE E FELICITA' CONQUISTANDO OGNI SODDISFAZIONE E OGNI REALIZZAZIONE POSSIBILE."

Robert Francis Kennedy

*Ho sotituito la parola "americano" con la parola "cittadino" con l'intento ideale di trasmettetere sin dalla prima riga il senso universale di questo meravilgioso e perfetto discorso.
http://www.youtube.com/watch?v=5VREDzZ5GTs&feature=player_embedded



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POLITICA
28 novembre 2009
TORTO E RAGIONE del NO-B-DAY.

Giovedì ho assistito alla conferenza stampa del Comitato Promotore del No-B-Day come cittadina e come blogger. La saletta del vecchio cinema Detour in via Urbana a Roma non era gremitissima ma c'erano giornalisti internazionali e avevano uno streaming web. La prima preoccupazione del Comitato in apertura della conferenza è stata proprio chiarire che dal palco del NO-B-DAY, benchè le adesioni politiche siano in aumento, non parlerà nessun partito solo persone appartenenti alla società civile e rappresentanti di gruppi attivi nel sociale e comunque legate ai temi della manifestazione. Ho fatto le mie domande e ho trovato le loro risposte esaustive considerato che è palese quanto normale che hanno ancora dei problemi organizzitivi e soprattutto di gestione e allestimento dell'evento in qualche modo mi è sembrato anche giustificato che stessero raccogliendo fondi secondo la logica per cui chiederli direttamente ai cittadini gli evitasse di doverli prendere dai partiti che appoggiano l'evento cosa che in qualche modo genera un do ut des....Insomma gli ho fatto le domande e ho anche presentato la "nostra idea" di fare rete facendogli noto che la cosa più importante della manifestazione al di là del muovere sfiducia verso il Governo è il mezzo che sta usando per creare consensi, internet ma nello specifico soprattutto facebook e siamo presenti e vigili individualmente affinchè non si abusi della collettività nonchè diposti a partecipare. E' solo di una settimana fa la mia nota che invita a partecipare a quella giornata e a scoprire i nuovi significati del colore VIOLA cambiamento e bene comune. Come accade spesso ai bambini mi sono lanciata nell'iniziativa colorandomi di viola la foto del profilo Facebook e facendo il mio piccolo per informare e rendere pubblico un evento che rischiava oscuramento mediatico. Non solo. L'esperienza diretta della manifestazione di piazza del Popolo per la LIBERTA' DI STAMPA in cui su 300.000 persone ho visto 3 bandiere di partito mi dava speranza che le azioni collettive possono tornare a dare la misura di un popolo davvero unito al di là delle posizioni politiche nel difendere non solo la COSTITUZIONE, quel foglio di Carta che contiene le regole e i valori della nostra società, frutto di una concertazione plurale e lungimirante, scritta a tutela dalla possibilità che qualcuno usi a proprio profitto l’ingenuità e le necessità del popolo. Siamo in un momento davvero drammatico per il Nostro Paese e sarebbe necessario che ognuno di noi facesse un piccolo passo anche solo proponendo la sua idea di bene comune. Così mi sono detta ben vengano manifestazioni come questa ben vengano le azioni collettive che ci danno possibilità di speranza e che richiamano alla partecipazione senza commistione abuso ed uso dei partiti di maggioranza di minoranza. Ma c’è una cosa su tutte che mi attrae è che l’iniziatva si dice nasca dal web dalla RETE addirittura da Facebook. E poiché io come voi che mi leggete adesso sono la RETE e oltretutto avrei sollievo nel sapere che Silvio Berlusconi si è preso le responsabilità dei suoi tristi imbrogli rassegnando le dimissioni e facendosi processare non ci penso due volte parto in quarta mi emoziono…. Sbagliato! Non è tempo di facili entusiasmi semmai è il tempo di responsabilizzarli e proiettarli nel futuro. Per fortuna e merito di chi l’ha inventato c’è INTERNET che contiene un po’ tutti i mali della nostra società ma se sai “navigare” però anche tutte le soluzioni che passano attraverso miliardi di ragionevoli e irragionevoli dubbi ed entusiasmi contenuti nei post e nei commenti degli utenti on-line e degli “amici di Facebook”. Non è infatti solo mia l’idea che l’intelligenza collettiva abbia trovato nella rete la sua migliore espressione quando fornisce conoscenza informazioni e soluzioni. Vado al sodo e pongo i miei dubbi, ragionevoli o irragionavoli, questo staremo a vedere.La Manifestazione NO B DAY del 5 dicembre è davvero della RETE? (perché se è così è rivoluzionaria e tutti dovremmo poter dire la nostra) O è un’accurata operazione di marketing attraverso cui navigate Associazioni e l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro cercano passerelle in tv e nuovi consensi elettorali?Una manifestazione della RETE auto finanziata che raccoglie fondi per l’evento se l’evento è della RETE, poi che fa? se io voglio fare un’iniziativa correlata mi gira un po’ di soldi?Il frontespizio del sito di Antonio di Pietro ha già in data 9 Aprile il banner con il colore VIOLA il simbolo e lo slogan della manifestazione e il link alla pagina Facebook. Sei mesi prima che l’iniziativa nascesse? Che occhio lungo.Ciò premesso mi sento di muovere questo appello Al Comitato Promotore del No-B-DAY Associazione promotore NoBerlusconiDayL’associazione Libera Cittadinanza Maria Ricciardi Giannoni (presidente LiberacittadinanzaL’associazione Boicotta il Biscione Italia dei Valorietc.etc.Abbiate la pazienza di sciogliere ogni ragionevole dubbio sull’uso che fate della parola RETE e comunità di Facebook per promuovere iniziative che partono invece da gruppi ben precisi. Questo strumento è importante è forse l'unico che ci resta per costruire uno spazio comune secondo regole di trasparenza e di onestà intellettuale. Fatene uso cosciente e responsabile.Ogni momento da qui al 5 dicembre è buono. Nel frattempo ci ho ripensato il cambiamento e il bene comune hanno tutti i colori viola compreso,Questo è link attraverso cui vedere la conferenza stampa, così ognuno si fa una sua idea.http://www.youtube.com/watch?v=ZG1dj3DOYr0http://www.youtube.com/watch?v=xdfLRFa-vho E l’articolo di un blog che contiene alcuni documenti sui natali del No-B-Dayhttp://sitoaurora.splinder.com/post/21776705/Il%20NObday%20nato%20spontaneamenteAlcune delle persone taggate in questa nota hanno partecipato come intelligenza collettiva alla ricerca delle ragioni e i torti del NO-B-DAY.

24 novembre 2009
Il NO_B_DAY è VIOLA, il colore del cambiamento e del bene comune.

Qualcuno mi chiede come mai da qualche giorno Facebook e alcuni Blog si sono tinti di viola.."sarà la scheda video?"sarà un problema del browser?No. La tecnologia c'entra ma non è un problema anzi quel VIOLA DIGITALE rappresenta proprio la possibilità di porre rimedio ad un problema. 
Da qualche settimana infatti il POPOLO DELLA RETE ha trovato un colore per la voglia di cambiamento il colore VIOLA. VIOLA CONTRO VIOLA sarà uno degli slogan che il 5 dicembre a Roma in Piazza della Repubblica si leggeranno all manifestazione Nazionale per chiedere le DIMISSIONI di SIlvio Berlusconi e lo scioglimento della squadra di Governo. 

La manifestazione nasce dalla RETE questa estate dalle richieste di molti blogger a reagire ai gravissimi fatti che stanno macchiando la dignità del nostro Paese. In quell'occasione di viola ne vedrete tanto... E' bene accendere una piccola luce su quanto è accaduto in Italia nell'ultimo anno. Dopo le ultime elezioni politiche create e svolte nella malcelata intenzione di far fuori dal Parlamento i partiti di opposizione con una campagna elettorale sbilanciatissima a favore del bipolarismo forzato PDL-PD ( proprietà intellettuale di Licio Gelli e attuazione finale di Walter Veltroni) molti italiani si ritrovano oggi senza rappresentanza parlamentare. Le recenti rivelazioni dei collaboratori di giustizia sui rapporti tra MAFIA e STATO i capi di imputazione a carico del "nostro" Premier, l'oscurantismo culturale e mediatico cui giornalisti registi sceneggiatori scrittori d'eccellenza sono soggetti, rendono inaccettablile la possibilità di rimandare a domani la possibilità di avere una piattaforma di comune interesse a porre fine alla deriva cui ci hanno spinto. Non solo molti italiani non credono più possibile e utile affidare la responsabilità della gestione della cosa pubblica a persone che non celano neanche più per quanto sicure della propria impunibilità i loro affari e il loro sostegno ad associazioni criminali e il più bieco interesse privato nella stesura delle Leggi ma hanno un rinnovato desiderio di partecipazione al dibattito sulle decisioni. Il BENE COMUNE sta diventando un valore nuovo inalienabile dalla giustizia e dalla solidarietà. 
La politica come BENE COMUNE ha bisogno di nuovi strumenti di comunicazione di informazione e di collaborazione e la RETE si sta rivelando uno strumento perfetto. Molti italiani giovani e donne soprattutto precari di ogni ordine e mestiere artisti giornalisti ma prima di tutto cittadini onesti che riconoscono l'alto valore e significato della parola giustizia si sentono abbandonati nella loro richiesta di aiuto nel loro sgomento di fronte all'inerzia di un popolo a riconoscere il pericolo in cui sta versando la propria condizione. C'è tutta l'Italia in Rete sono rappresentate tutte le voci tutte le realtà.La profonda crisi di valori che stiamo attraversando ha bisogno di una risposta semplice e immediata. Chi ritiene inaccettabile i modi e le logiche non solo della politica italiana ma anche dell'economia della cultura dell'informazione ormai soggette a coercizioni di ogni tipo deve essere unito nella richiesta di cambiamento. Se le persone semplici normali non saranno unite ora al di là del loro orientamento politico sarà difficile domani anche solo difendere l'accesso e la libertà della RETE stessa. Il 5 dicembre l'Italia si tingerà di VIOLA e dal palco della manifestazione saranno tanti a parlare a dare un messaggio di partecipazione civile mossa solo dal COMUNE INTERESSE di giustizia sociale. Chi ci sarà, ci sarà come cittadino...non perdiamoci in ridicole chiacchiere!! Di pietro o non Di Pietro Bersani o non Bersani e via dicendo.
Iscriviti a parlare collabora a costruire una manifestazione che vuole essere il più corale possibile. Tanti sono i gruppi regionali attivi per l'organizzazione.
Questi alcuni link attraverso cui partecipare:
http://www.berlusconisidimetta.org/joomla/
http://www.facebook.com/no.berlusconi.day?ref=ts
http://www.facebook.com/group.php?v=wall&ref=mf&gid=172635268601
http://www.noberlusconiday.org/
Crea un gruppo anche tu!
La manifestazione del 5 sarà una manifestazione di cittadini senza partito ma con un profondo senso del cambiamento e con lo sguardo dritto e attento verso l'oggi perchè nessuno gli rubi più il domani.
Tati Simmi



permalink | inviato da tatisimmi il 24/11/2009 alle 1:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 ottobre 2009
MAnifetsazione Nazionale per la Libertà d'Informazione



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